
Ospitata dal 17 giugno al 28 ottobre 2026, al Museum of Art Pudong (MAP), il museo progettato da Ateliers Jean Nouvel sulle rive del fiume Huangpu, la mostra si rivolge a un pubblico che negli ultimi anni ha manifestato una crescente attenzione verso Morandi.
In Cina la sua opera è infatti oggetto di studio collezionismo e ammirazione, rendendo Shanghai il contesto ideale per accogliere quella che si configura come la più importante presentazione internazionale dedicata al maestro bolognese.
Promossa nell’ambito delle relazioni culturali internazionali sviluppate dalla città di Bologna e dal Museo Morandi, la mostra rappresenta un progetto di straordinario valore culturale e simbolico, capace di rafforzare il dialogo tra Italia e Cina attraverso l’opera di un artista universalmente riconosciuto per la sua ricerca poetica, silenziosa e radicale.

Giorgio Morandi, Natura Morta, 1956
Bologna, città in cui Morandi ha vissuto e lavorato per tutta la vita e che custodisce il nucleo più importante della sua eredità artistica attraverso il Museo Morandi, si conferma così protagonista attiva nella costruzione di relazioni culturali internazionali.
L’esposizione è curata da Lorenzo Balbi, Direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e del Museo Morandi, e da Francesco D’Arelli, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai.
Giorgio Morandi. Solo presenta oltre 140 opere tra dipinti, incisioni, acquerelli e disegni. Il percorso riunisce capolavori raramente esposti all’estero e in molti casi mai presentati in Cina, offrendo al pubblico asiatico una rilettura completa della ricerca morandiana attraverso un corpus che si caratterizza per qualità e rilevanza storico-critica.

Giorgio Morandi, Paesaggio, 1953
La mostra comprende opere restaurate per l’occasione, materiali originali provenienti dal Museo Morandi e da Casa Morandi e un articolato progetto curatoriale e museografico concepito appositamente per Shanghai.
L’allestimento inedito, progettato da Aldo Cibic Workshop, restituisce la dimensione intima e silenziosa che caratterizza l’opera dell’artista.
Patrizia Lazzarin
