Libri

KOLCHOZ DI EMMANUEL CARRÈRE

RUSSIA, UCRAINA, GEORGIA …

Curioso ammiccamento della Storia ad una coppia del XX secolo è uno dei primi sottotitoli del nuovo libro dello scrittore, sceneggiatore e regista Emmanuel Carrère. In Kolchoz, l’autore dopo Un romanzo Russo torna a parlare della sua famiglia prediligendo quella che lui definisce una linea verticale nel raccontare la sua esperienza umana.

 “Non tanto i miei amici e i miei amori, quanto i miei genitori, i figli, il bambino che io sono stato”.

Andando a ritroso fino al tempo dei suoi bisnonni, l’autore ci presenta antichi antenati georgiani e russi che avevano saputo in modi diversi, per capacità o discendenza aristocratica, ritagliarsi un ruolo nella società del tempo.

Nel 1895 il giovane Vano Zourabichvili sposa Nino, la figlia di Niko Nikoladze, ritenuto il Victor Hugo georgiano e insieme a lei opera  perché il suo popolo si riappropri della propria cultura, fagocitata da quella russa. Vano, consulente legale della compagnia ferroviaria transcaucasica, diventa presidente di un partito nazional democratico. Il sogno di questa giovane coppia durerà poco come mostrano gli eventi all’indomani della firma del Trattato di Versailles.

La grande Storia dei popoli  accendendo un falò sembra illuminare da vicino le vite dei protagonisti di questa ampia biografia e le micce infuocate bruciano destini che sembravano luminosi. La rivoluzione russa, Lenin, Stalin provocheranno la fuga di molte famiglie georgiane, ma anche di molti aristocratici russi che sceglieranno la via dell’esilio per salvare la propria pelle.

La madre dello scrittore Hélène Carrère d’Encausse, componente dell’Académie française dal 1990 e sua segretaria perpetua dal 1999, discendeva da una famiglia aristocratica florida  al tempo gli zar,  ridotta in seguito in povertà dalla rivoluzione bolscevica.  A questa donna, dopo la sua morte, il 3 ottobre 2023 a Parigi, nel cortile d’onore degli Invalides verrà reso un omaggio nazionale.

Incredibile, appare nelle stesse considerazioni  di Emmanuel Carrère,  il fatto che sua madre, figlia di poveri esuli e che aveva imparato il francese a cinque anni, sia divenuta l’incarnazione della Repubblica francese e della sua lingua, come dimostra il prestigioso Vocabolario a cui stava lavorando e che di lì a poco avrebbe avuto, dopo molti anni, un’edizione aggiornata.

La storia individuale, europea e se vogliamo mondiale si intrecciano nelle vicende della famiglia di Emmanuel Carrére  perché Helene diventa anche amica di presidenti russi e quindi, ma non solo per questo, considerata esperta di storia russa e della sua contemporaneità.  Libri e interviste ne confermano il successo.

Si giunge a parlare di Putin, sul quale la storica fino all’invasione dell’Ucraina si era espressa in modo ottimista, tale cioè  da non temere le intenzioni dello statista russo. L’invasione dell’Ucraina da parte degli eserciti russi ribalta queste convinzioni date per certe.   Al contrario, sembra svelare e rendere più credibile  quel sogno sopito della Russia  di diventare dopo la Roma antica e quella che aveva come capitale  Costantinopoli, una terza Roma che si oppone ad un Occidente corrotto.

Emmanuel Carrére accosta idealmente Georgia e Ucraina, da sempre nell’area d’influenza moscovita.  Si reca nell’Ucraina martoriata, dove al tempo della stesura del suo libro, già in molti si rifiutano ormai di combattere e i volontari sanno che difficilmente torneranno a casa.  Qui nei rifugi antiaerei di Kherson e Kharkiv, arriva a capire perché in quei luoghi  si rinneghino perfino Tolstoj e Dostoevskij  in quanto russi.

Lo scrittore riporta a galla vicende lontanissime. Siamo in Crimea, ora una penisola internazionalmente riconosciuta come territorio dell’Ucraina, ma occupata militarmente dalla Russia dal 2014. Gli storici sicuramente conoscono il mitico Grigorij Potëmkin che, nel 1783, incorporò la regione per conto dell’Impero russo allora governato da Caterina la Grande.

Una Storia complessa come sembra suggerire l’autore che sul significato di un’interpretazione che tiene conto di differenti visioni sembra insistere.

Carrère verso la fine del libro scopre una sua carta curiosa: la cugina, Salomé Zourabichvili, è divenuta prima presidente della Repubblica georgiana ed in seguito esponente dell’opposizione  di questa nazione dove è nato negli scorsi anni un partito che si chiama Sogno georgiano, sostenuto dalla Russia …

Kolchoz racconta tanto di affetti: quelli del protagonista verso il padre, la madre, lo zio Nicolas, le sorelle Nathalie e Marine a cui è dedicato il libro, i figli, la compagna di oggi.

Scende a volte impietosamente, altre amorevolmente dentro la vita della madre famosa, di cui ci svela la vita fino  al suo ultimo respiro.

                                                                       Patrizia Lazzarin

Lascia un commento